4. RIAPRIRE I MOVIMENTI
La riduzione dei movimenti durante il lockdown è stata per l’età evolutiva deprivazione funesta e pericolosa, a cui porre rimedio nelle ripartenze della Fase 2.
L’essere umano è un organismo motorio sin dalla vita in utero. Dal movimento ha acquisito coscienza e conoscenza dei mondi, interni ed esterni, e delle loro. interazioni. Per noi adulti è possibile decontestualizzarlo e fare giusto un po’ di ginnastica, ma è solo apparenza. Possiamo farlo solo sulla base di “memorie corporee” apprese nei primi anni di vita in cui sono depositati, psicobiologicamente, sensi emotivi e relazionali delle azioni motorie. Sopra di esse, ma sempre in connessione profonda, lo sviluppo delle funzioni cerebrali superiori ha permesso di “astrarre” movimenti decontestualizzati.
Nei bambini questo è impossibile. Le memorie corporee sono in formazione.
Un sorriso a “distanza sociale” a un bambino di 3 anni, una parola o gesto di affetto giungono a destinazione solo se richiamano l’esperienza vissuta del contatto, il calore dell’abbraccio registrati in schemi psiconeurologici complessi.
Si discute di strategie per limitare i movimenti recintandoli in sicurezza; ma quali strategie per riaprili? quali movimenti? perché? con quale propedeuticità?
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